L’occidentalizzazione dello Yoga e del Tai Chi

Nell’articolo precedente Il diaframma negli sport di endurance, abbiamo visto che un’attività aerobica costante e ritmica nel tempo, caratteristica specifica degli sport di endurance, non coinvolge obbligatoriamente il muscolo diaframma. In effetti tale muscolo necessita di un allenamento particolare, più improntato sul rilassamento psico-fisico e su movimenti lenti.

Già migliaia di anni fa, discipline orientali come lo Yoga o il Tai Chi avevano capito quanto l’equilibrio psico-fisico dell’individuo fosse legato all’attività diaframmatica e per questo motivo codificarono una serie di esercizi fisici che mirano al controllo e al potenziamento del muscolo diaframma, in relazione con il resto del corpo, inclusa la Mente.

Come ho spiegato nell’articolo L’unione tra Mente e Corpo è alla base del benessere psico-fisco, noi occidentali siamo profondamente lontani dai concetti culturali e spirituali degli antichi orientali; abbiamo “occidentalizzato” queste discipline millenarie, perdendo di vista la loro essenza primaria. Vediamo in che modo…

Lo Yoga  

La parola Yoga, che deriva dal sanscrito e significa “unione”, potrebbe essere interpretata in vari modi

  • unione tra anima e corpo
  • unione tra conscio e inconscio
  • unione tra Corpo e Mente
  • unione consapevole tra le varie parti del corpo

ma poco importa, perché il focus ed il mezzo sono sempre uno ed uno soltanto: l’ascolto interiore attraverso il controllo della respirazione, soprattutto diaframmatica.

Attorno a questo fulcro si sviluppa tutto il resto, cioè centinaia di esercizi respiratori diversi, di posizioni di allungamento diverse, di tecniche meditative diverse … Lo Yoga viene praticato in statica o semi statica e penso che ciò sia da attribuire al fatto che l’obiettivo è proprio quello di focalizzare l’attenzione dentro di sé, escludendosi dal mondo esterno. La staticità è, in effetti, una condizione necessaria per entrare in ascolto profondo con se stessi.

Sicuramente lo Yoga, che è indiano, ha un’impronta più meditativa rispetto al Tai Chi che è cinese.

Il Tai Chi  

Il Tai Chi è l’evoluzione marziale del Qi gong che significa “lavoro con l’energia” ed è una ginnastica medica basata su esercizi respiratori diaframmatici sincronizzati con movimenti lenti e ritmici in stazione eretta.

Queste discipline rientrano nel filone taoista di cui fa parte anche la Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Il focus del Tai Chi è quello di essere pronto ad ogni evenienza: Mente e Corpo sono quindi allenati a rimanere vigili ma allo stesso tempo rilassati. La condizione necessaria per acquisire questo stato di perfetto equilibrio è quello di avere un diaframma sempre aperto, cioè forte, elastico e con un’attività costante, ritmica e armonica.

Ci sono 2 fattori principali che differenziano il Tai chi dallo yoga:

  • il Tai Chi viene praticato in stazione eretta e in dinamica.
  • Il Tai Chi è molto meno vario rispetto allo Yoga, sia come esercizi respiratori sia come esercizi fisici. I Tai Chi punta molto di più sulla ripetitività e sulla perfezione dei movimenti e penso che il motivo sia quello di automatizzare schemi motori in modo che diventino altamente funzionali al combattimento.

Il Tai Chi sicuramente non si focalizza soltanto sull’ascolto interno ma anche su quello esterno ed è per questo motivo che, personalmente, lo trovo più funzionale rispetto allo yoga nella gestione dello stress della vita quotidiano.

Lo Yoga occidentalizzato  

In Occidente lo Yoga ha avuto un’importante diffusione: sono fioriti corsi di yoga un po’ ovunque, anche nelle palestre di fitness. Nella realtà dei fatti, benché il nome sia rimasto invariato, la sostanza è cambiata profondamente.

Gran parte delle persone che praticano Yoga ne decantano i benefici in termini di rilassamento e miglioramento dei sintomi strutturali come mal di schiena o mal di testa. Queste sono sicuramente le esigenze dell’occidentale medio che fa un lavoro sedentario e che è sommerso dallo stress, ma l’aspetto meditativo di ascolto profondo e di connessione interiore, che in teoria dovrebbe essere il focus primario dello Yoga, molto raramente viene ricercato.

Poi ci sono gli yogi più incalliti che fanno pratica con assiduità, arrivando a dei livelli di elasticità impressionanti tali da fare concorrenza ad un contorsionista del ‘Cirque du soleil’, con tanto di foto e video postate sui social. Questi ultimi hanno perso totalmente il focus iniziale e ho la dimostrazione oggettiva di tale affermazione.

Per sviluppare gli algoritmi della App Ritm-U®, ho testato in modo molto approfondito l’attività diaframmatica dei miei pazienti: per assurdo, a volte, chi pratica yoga ad alto livello fa più fatica ad attivare selettivamente il diaframma in posizione supina rispetto a chi pratica Yoga da poco tempo.

All’inizio questo dato mi ha scioccato, ma in realtà è del tutto coerente. In posizioni come le verticali o quelle in cui il rachide è in chiusura (quelle che piacciono agli yogi contorsionisti), il diaframma è in compressione e non riesce ad espandersi; la respirazione viene quindi realizzata principalmente dai muscoli intercostali. Dopo ore ed ore di pratica intensa, lo yogi contorsionista automatizza uno schema respiratorio a carico dei muscoli intercostali e quando gli si chiede di attivare solo il diaframma senza gli intercostali, non è più capace.

Il Tai Chi occidentalizzato  

Riferendomi al Tai Chi invece voglio raccontare la mia esperienza personale. Posso dire di avere un’anima taoista visto che ho sempre pensato da taoista prima ancora di sapere cosa fosse il taoismo. Nell’articolo Taoismo, piu scienza che filosofia, spiego più approfonditamente cos’è il Taoismo.

Il Tai Chi è un’espressione corporea della filosofia taoista e per questo motivo ho subito trovato una forte sintonia con questa disciplina poiché era proprio quello di cui necessitavo: unire la mia Mente al mio Corpo. Ho frequentato per anni una scuola di Tai Chi molto valida che in pochi mesi mi ha dato molte più informazioni sul diaframma di quante ne avessi già apprese in anni di studio di osteopatia.

La nota dolente è che dopo i primi anni molto formativi, l’insegnamento si è spostato più sull’aspetto folkloristico dove si impara a maneggiare con eleganza spade e sciabole. Come ho scritto prima, il Tai Chi dispone di un bagaglio di esercizi limitato ed è molto ripetitivo; è chiaro che una scuola per dare un servizio agli allievi debba sempre trovare del materiale nuovo. Il problema non sono le scuole ma gli allievi di mentalità occidentale che sono insaziabili e hanno bisogno di accumulare competenze in abbondanza, mentre il Taoismo insegna proprio il contrario, ovvero che il benessere si trova nell’equilibrio e non nell’abbondanza.

Solitamente in Occidente, il Tai Chi è praticato da persone più o meno anziane che cercano di svolgere un’attività fisica ricreativa e non traumatica; sicuramente ottengono ottimi benefici psico-fisici, ma siamo ben lontani dalla profondità dell’insegnamento Taoista.

Il metodo Ritm-U®: una base per tutte le discipline  

Da quello che ho scritto prima, si può intuire che noi occidentali pratichiamo discipline millenarie, con forti impronte filosofiche e spirituali, per cercare un po’ di rilassamento e di esercizio fisico blando, in risposta allo stress e alla sedentarietà della vita moderna; è un po’ come comprare una Ferrari per andare a fare la spesa al supermercato dietro casa.

Vediamo quindi di estrapolare da queste discipline la parte che ci serve per essere funzionali nella vita quotidiana, senza disperdere troppe energie in cose lontane dal nostro modo di essere e di pensare.  

Grazie alla mia formazione osteopatica, alla mia esperienza clinica come osteopata e al mio percorso personale come ricercatore di consapevolezza, sono riuscito a sintetizzare tutta la mia esperienza nel metodo Ritm-U®

  1. A.T. Still, fondatore dell’osteopatia, nel libro “Principi filosofici dell’osteopatia” scrive a proposito del diaframma: “Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni”. Più chiaro di così…
  2. La mia esperienza clinica mi ha insegnato che un errato schema respiratorio porta a rigidità del diaframma che a sua volta è all’origine di gran parte delle disfunzioni dell’organismo
  3. La pratica dello Yoga e soprattutto del Tai Chi mi ha insegnato quello che nessun libro può insegnare: conoscersi concretamente attraverso l’esercizio fisico.

Il metodo Ritm-U® ti insegna ad automatizzare una respirazione diaframmatica, ritmica ed armonica, sia in statica sia in dinamica; inoltre la sua applicazione è complementare e darebbe un valore aggiunto sia alla pratica dello Yoga sia alla pratica del Tai Chi.

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Un abbraccio

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