Come combattere ansia e depressione

Nell’articolo precedente Fegato e diaframma: il bomber detox e il suo assistman, abbiamo visto che l’attività di disintossicazione dell’organismo (detox) avviene in gran parte a carico della coppia fegato-diaframma. L’attività epatica non può essere controllata volontariamente, invece quella diaframmatica sì. Ne risulta che un lavoro mirato sull’automatizzazione di uno schema respiratorio diaframmatico, ritmico ed armonico, ha anche ottimi benefici sulla disintossicazione dell’organismo; abbinato chiaramente ad un sano regime alimentare.

Finora ho parlato soltanto di disfunzioni somatiche legate ad una inappropriata attività respiratoria, in cui il diaframma è ipo-attivo; in realtà viene coinvolta anche la sfera mentale.

Indubbiamente, disfunzioni mentali quali ansia e depressione, che sfociano poi in vere e proprie malattie psichiatriche, stanno aumentando in modo preoccupante nel mondo moderno. Vediamo quali sono i motivi e come contrastarle.  

NB: come ho scritto negli articoli L’deatore di Ritm-U® e e L’unione tra Mente e Corpo è alla base del benessere psico-fisico, sono un osteopata di professione ma prima ancora sono un essere umano che, nel limite delle sue possibilità, cerca di aiutare il prossimo. Nei miei trattamenti non mi sono mai soffermato soltanto sull’aspetto sintomatico, ho sempre cercato di capirne la causa che, in effetti, molto spesso è ben lontana dal sintomo. Parlo tanto con i miei pazienti, sia con la loro Mente (parte conscia) sia col loro Corpo (parte inconscia), perché anche il Corpo parla ma con un linguaggio tutto suo.

Voglio anche precisare che sono un appassionato di psicologia ma non sono uno psicologo tanto meno uno psichiatra. Tuttavia in questo articolo ritengo interessante condividere la mia esperienza clinica relativa ai pazienti ansiosi e depressi (venuti da me per problemi diversi da quelli mentali), perché solitamente questi pazienti vengono valutati soltanto a livello psicologico tralasciando la parte fisica e invece anche quest’ultima ha da dire, e come se ha da dire!

L’ansioso lotta per la sopravvivenza  

In natura, in caso di pericolo, il Sistema Nervoso Autonomo (SNA), che è il regolatore dell’attività neurovegetativa (funzioni vitali) dell’organismo, si attiva in modalità “sopravvivenza”:

  • il battito cardiaco aumenta
  • la respirazione diventa toracica, quindi veloce e superficiale
  • il sangue e l’energia si concentrano nelle estremità del corpo, quindi cervello e muscoli motori per prepararsi alla lotta o alla fuga

Tutte queste caratteristiche possono essere riassunte in una sola parola: simpaticotonia. Quindi, ogni volta che l’organismo si sente in pericolo, si attiva il sistema nervoso simpatico e ciò è fisiologico, perché è grazie a questa modalità che l’essere umano è sopravvissuto per milioni di anni.

Nella vita moderna, gli infiniti stimoli stressanti che riceviamo ogni secondo sovraccaricano il sistema nevoso portandolo in simpaticotonia cronica; quindi avviene esattamente il contrario: l’organismo si sente in pericolo non per l’esistenza di un vero e proprio pericolo, ma perché la sua centralina ,il SNA, è posizionata quasi tutto il tempo in modalità “sopravvivenza” da stress. La cosa interessante è che il soggetto ansioso sentendosi in pericolo, senza un motivo apparente, vede in tutto il bicchiere mezzo vuoto:

  • ingigantisce ogni minimo problema
  • vede i problemi là dove non ci sono
  • si focalizza più sul problema che sulla soluzione
  • si nutre di telegiornali per assorbire notizie brutte
  • pensa sempre ad un futuro catastrofico, senza godersi il presente…

I pazienti ansiosi vengono da me principalmente per 2 motivi

  1. dolore cervicale o lombare : ti consiglio di leggere l’articolo Il dolore cervicale e lombare da stress
  2. sintomi riconducibili ad un sovraccarico epatico: ti consiglio di leggere l’articolo Il fegato e il diaframma: il bomber detox e il suo assistman

Di solito sono pazienti con dolori strutturali cronici per cui il trattamento è un po’ come fare un buco nell’acqua. Le loro disfunzioni sono la conseguenza del loro atteggiamento verso la vita: finché non cambiano registro, quelle disfunzioni ciclicamente busseranno alla loro porta.

Una cosa è certa: è la categoria di pazienti che rende felice i professionisti che hanno come primo interesse quello di fare cassa.  

Chi vive lo stress della grande città solitamente è spinto ad avere un atteggiamento ansioso che diventa ‘normalità’ poiché spesso non se ne rende conto. Purtroppo, il protrarsi di questa disfunzione neurovegetativa in alcuni soggetti, oltre a creare seri problemi relazionali nella vita affettiva e lavorativa, può evolversi in vere e proprie patologie quali insonnie, attacchi di panico, fobie varie… che richiedono inevitabilmente un trattamento farmacologico seguito dal supporto di uno psichiatra.

Il depresso si arrende perché ha finito la benzina  

A primo impatto il depresso sembra esattamente il contrario dell’ansioso: mentre l’ansioso è più nevrotico, il depresso è più apatico quindi, se l’ansioso è in iper-simpaticotonia, il depresso sarà in iper-parasimpaticotonia.

In realtà non è affatto così: la valutazione del tono dei tessuti dei pazienti depressi mi ha permesso di capire meglio i meccanismi che vi stanno dietro.  

In modalità di parasimpaticotonia, il SNA

  • rallenta il battito cardiaco
  • promuove la respirazione diaframmatica, lenta e profonda
  • porta il sangue e l’energia verso il centro del corpo, cioè verso i visceri, per attivare i processi di digestione e di riparazione, donando vitalità all’organismo

Quindi in teoria, dovremmo trovare nei soggetti depressi un buon tono viscerale e una gabbia toracica elastica, risultante del buon funzionamento della respirazione diaframmatica; invece

  • i visceri si presentano ptosici (tessuti rilasciati, poco vitali)
  • il cranio e la gabbia toracica sono molto rigidi
  • la respirazione è molto debole e superficiale.

Il depresso non è assolutamente in parasimpaticonia, al contrario è in iper-simpaticotonia: ha semplicemente finito la benzina e non ha più la forza di lottare per la sopravvivenza.

In effetti, uno non nasce depresso, vi è solo predisposto; saranno le esperienze traumatiche e le difficoltà della vita a trascinarlo pian piano in quel vicolo cieco.  

Solitamente le persone soggette alla depressione sono

  • molto sensibili
  • molto mentali
  • con poco carattere
  • introverse
  • ansiose

La mia idea è che questi soggetti “subiscono” le difficoltà della vita senza farsene una ragione, rimuginando in continuazione fino ad entrare in loop mentali ossessivi. In questo modo attivano una iper-simpaticotonia perenne che logora il loro organismo già geneticamente debole o indebolito da malattie pregresse.

Invece la depressione senile è l’evoluzione fisiologica di chi ha fatto proprio uno schema mentale molto ansiogeno e si ritrova in età senile, inevitabilmente, senza più benzina per lottare.  

Nel trattamento dell’ansioso basta solitamente riattivare, con delle tecniche strutturali specifiche, il sistema nervoso parasimpatico per avere buoni risultati nell’immediato a livello di rilassamento mentale. Col depresso invece ho sempre avuto pessimi risultati. Il motivo è che il mio trattamento smuove i vari blocchi dell’organismo, cause delle disfunzioni, e richiede energia da parte del paziente per ritrovare un nuovo equilibrio più funzionale; il depresso purtroppo, non avendo energia a disposizione per ricomporsi, rimane “smontato”.

Oltre alla necessità di assumere psicofarmaci per rimanere un minimo attivi, i depressi hanno bisogno soprattutto di tanta comprensione e sostegno da parte di amici e familiari. Secondo me spronarli è controproducente: non è che sono comodi e svogliati, hanno soltanto una patologia subdola che loro stessi si vergognano di avere e fanno fatica ad accettare.  

PS: potrebbe essere interessante ricordare cosa dice la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) a tale proposito. L’essere umano per vivere attinge a 3 tipi di energie vitali o Qi:

  • Qi “ancestrale”: è in dotazione alla nascita, chi è più fortunato ne riceve tanto, chi lo è meno ne riceve poco. Non è rinnovabile e quando si esaurisce subentra la morte
  • Qi alimentare: deriva dalla qualità e dalla quantità di quello che mangiamo
  • Qi respiratorio: deriva dalla qualità dell’aria che respiriamo e da come respiriamo

L’obiettivo della filosofia taoista, da cui deriva la MTC e il Tai Chi, è quello di curare il più possibile l’alimentazione e la respirazione per attingere il meno possibile al Qi “ancestrale”. In questo modo si invecchia bene e in salute, invece una vita sregolata (abuso di sesso, droga, alcol…), una vita molto stressante o episodi di malattie debilitanti, esauriscono le riserve di Qi “ancestrale”, indebolendo precocemente il corpo e portandolo prematuramente alla morte.

Il metodo Ritm-U® e il potere dell’equilibrio  

Indubbiamente, nei casi estremi di ansia e depressione, l’assunzione di psicofarmaci sotto controllo medico è imprescindibile, ma non basta. Il supporto di psicologi e di attività fisiche mirate sono altrettanto importanti per limitare l’evoluzione o migliorare il quadro clinico, non soltanto nei casi gravi, ma soprattutto in fase iniziale quando i segnali cominciano a farsi sentire.

Sia l’ansia sia la depressione sono disfunzioni mentali legate ad un disequilibrio neurovegetativo, dove il SNA è in modalità di stress cronico, ovvero in iper-simpaticotonia. È facile intuire che un lavoro sul riequilibrio del SNA sia un aiuto concreto nel gestire queste situazioni.  

Il metodo Ritm-U® si ispira in parte alla respirazione che viene usata nel Tai Chi e qui voglio spezzare una lancia a favore di questa disciplina.

Solitamente quando si parla di respirazione diaframmatica e di meditazione si pensa al rilassamento e basta. Il Tai Chi invece, rispetto allo yoga, o alla mindfulness, o al training autogeno per esempio, è una preparazione alle arti marziali dove si impara a “lottare in pace”.

  • la lotta attiva il sistema nervoso simpatico
  • la pace attiva il sistema nervoso parasimpatico

Il metodo Ritm-U® sfrutta questo schema respiratorio diaframmatico altamente funzionale che porta il SNA in perfetto equilibrio tra la componente simpatica e quella parasimpatica. Nella vita di tutti giorni è impensabile affrontare le varie situazioni stressanti solo con abbracci e amorevole comprensione, oppure con rabbia e impulsività; bisogna essere lucidi e centrati per affrontare ogni situazione con calma e fermezza. La condizione necessaria per essere in quella condizione psico-fisica è avere un SNA in perfetto equilibrio.

La vera forza del metodo Ritm-U® è scritta nel suo nome: il Ritmo respiratorio. Tra tutte le frequenze respiratorie ne esiste una sola in cui si attiva una sincronia funzionale di tutte le parti del corpo, ossia il perfetto equilibrio psico-fisico. Il potere dell’equilibrio è che con un’azione sola si possono avere benefici sia per l’ansia sia per la depressione

  1. nell’ansia, il soggetto ansioso è incapace di rilassarsi con tecniche ortodosse di meditazione e di rilassamento statiche, anzi si innervosisce. Il metodo Ritm-U® si svolge invece sia in statica sia in dinamica con enfatizzazione della parte dinamica; solo la prima fase è essenzialmente statica, ma corrisponde soltanto a brevissime sessioni di riattivazione del muscolo diaframma guidate con la App Ritm-U®. Il risultato finale è che il soggetto ansioso rimane attivo ma anche tranquillo, diventando un vero “guerriero in pace”
  2. nella depressione, il soggetto depresso manca di forza e di voglia di fare perché ha finito la benzina. Il metodo Ritm-U® è altamente energizzante: grazie ad una riattivazione graduale e guidata del muscolo diaframma, con un minimo di sforzo si ottiene il massimo rendimento in termini di benessere psico-fisico. In questo modo, il depresso riesce ad uscire piano piano dal logorio del loop mentale per entrare in un circolo virtuoso benefico.

Visto che ho accennato a varie discipline che insegnano la respirazione diaframmatica, nel prossimo articolo, Il diaframma nello sport di endurance, voglio affrontare un argomento che riguarda tante persone che si impegnano nella ricerca del benessere psico-fisico attraverso l’attività fisica di endurance: ciclisti, runners, nuotatori… quanti di loro hanno effettivamente controllato se usano bene il loro diaframma?    

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Un abbraccio

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