Come attivare il nervo vago ed essere in salute

Nell’articolo precedente Il ruolo del diaframma nel reflusso gastro-esofageo, abbiamo visto che il corpo umano ha un tallone d’Achille: il passaggio gastro-esofageo o cardias. Il meccanismo fisiologico di chiusura dello Sfintere Esofageo Inferiore (SEI) dipende per il 50% dal tono basale del muscolo diaframma e dalla sua attività dinamica durante l’attività respiratoria. In realtà come ho spiegato in un articolo precedente, Lo stress e la respirazione sbagliata, molto frequentemente l’uomo moderno ha un diaframma che si presenta

  • ipotonico
  • debole
  • rigido in posizione di espirazione, quindi con la cupola in posizione alta e l’arco costale stretto e duro

La conseguenza è che il passaggio gastro-esofageo risulta spesso disfunzionante. I sintomi a volte sono locali ma spesso sono differiti a livello strutturale, sul lato sinistro del corpo anche in zone distanti dallo stomaco.  

Inoltre c’è un aspetto di notevole importanza che solitamente non viene preso in considerazione: lungo l’esofago decorre un importantissimo nervo, il nervo vago. Praticamente lo stato di salute o di benessere psico-fisico dell’organismo dipende totalmente dal buon funzionamento di questo nervo. Vediamo il perché e come attivarlo.

N.B.: questo articolo non si pone l’obiettivo di fare diagnosi, il focus è quello di dare una visione più ampia sulla fisiologia e l’anatomia funzionale del corpo umano, ma soprattutto sull’importanza del ruolo che gioca il diaframma nell’equilibrio generale. I consigli dati non intendono sostituirsi ad una cura farmacologica, anzi ne potrebbero aumentare l’efficacia.

Cos’è il nervo vago?

Il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) gestisce l’attività neurovegetativa (funzioni vitali) dell’organismo ed è suddiviso in 2 parti complementari ed opposte

  • il sistema nervoso simpatico che si attiva in situazione di stress: il sangue e l’energia si concentrano nei muscoli striati e nel cervello, diciamo in generale verso la periferia del corpo. L’attività digestiva viene inibita mentre l’attività cardio-respiratoria e mentale è accelerata
  1. il sistema nervoso parasimpatico che si attiva in situazione di relax: il sangue e l’energia si concentrano nei visceri, diciamo in generale verso il centro del corpo. L’attività digestiva e immunitaria viene attivata mentre l’attività cardio-respiratoria e mentale è rallentata

Un organismo per essere efficiente deve avere un SNA in equilibrio, ovvero essere ben bilanciato tra la parte simpatica e parasimpatica. Per esempio

  • un soggetto sempre nervoso è prevalentemente in simpaticotonia: fa fatica a rilassarsi, cioè ad essere in parasimpaticotonia
  • un soggetto apatico è prevalentemente in parasimpaticotonia: fa fatica a reagire, cioè ad essere in simpaticotonia

Il 75% del sistema nervoso parasimpatico è formato dal nervo vago; in realtà sono 2 i nervi, uno a destra e uno a sinistra. Originano a livello centrale nel cervello e si sviluppano in periferia fino all’intestino. Le 2 zone di passaggio che ci interessano maggiormente (vedremo perché successivamente) sono

  • la cervicale: i 2 rami decorrono lateralmente ad essa, uno a destra e l’altro a sinistra
  • l’esofago: i 2 rami si avvitano attorno ad esso fino al cardias per poi proseguire separatamente

In tabella sono elencate le varie strutture innervate dal nervo vago e l’azione che quest’ultimo ha su di esse; inoltre una ipo-attività del nervo vago è concausa di varie disfunzioni, elencate anche loro in tabella

Organi e visceri
innervati dal nervo vago
Azione del nervo vago Disfunzioni da ipo-funzione del nervo vago
Attività cardiaca cuore rallenta il battito cardiaco tachicardia pressione alta ansia
Attività respiratoria faringe laringe
trachea bronchi polmoni
regola il tono delle mucose (pulizia e drenaggio delle vie respiratorie alte)   bronco-costrittore naso che cola di continuo, mal di gola cronico, raffreddore ricorrente, sinusite, asma, allergie…
Attività digestiva esofago stomaco fegato intestino
colon
stimola la produzione di succhi digestivi e la peristalsi (motilità intestinale) cattiva digestione, addome gonfio, coliti, stitichezza…
Attività
emuntoria
(detox)
polmoni
fegato
reni
colon
stimola l’espulsione delle tossineinfiammazioni generalizzate in tutto il corpo
Attività
immunitaria
intestino
milza
timo
linfonodi
stimola il sistema immunitarioimmunodepressione

Il nervo vago innerva praticamente quasi tutti gli organi e visceri! Una sua disfunzione compromette l’attività neurovegetativa dell’organismo e quindi l’equilibrio psico-fisico.

Nella valutazione dei pazienti ho sempre riscontrato, nella quasi totalità dei casi, delle densità fasciali (sinonimo di ipo-attività) lungo il percorso del nervo vago, soprattutto a livello dell’esofago dove i 2 rami si avvitano attorno ad esso. Sinceramente per anni ho pensato che fosse normale visto che quasi tutte le persone presentavano la stessa situazione; invece, da quando ho approfondito il discorso sul diaframma e sulle sue connessioni con i visceri, ho incominciato a trattare in modo specifico quella zona.

Che dire, questo studio mi ha portato enormi soddisfazioni: senza esagerare, l’effetto è quello di girare la chiave e fare ripartire la macchina che fino a prima andava a rilento o in modo caotico!  

Faccio un esempio pratico: mi arriva un paziente agitato e nervoso perché ha litigato col vicino di casa. Indubbiamente il paziente è in simpaticotonia (situazione di stress), il suo sistema nervoso simpatico lo porta in tachicardia (battito cardiaco accelerato). Rilasciando le tensioni diaframmatiche e liberando le fasce cervicali, si ripristina la respirazione diaframmatica; quest’ultima stimola il nervo vago che rallenta a sua volta il battito cardiaco e il paziente si rilassa.  

La buona notizia è che non bisogna per forza farsi trattare ripetutamente per riattivare il nervo vago, perché la sua ipo-attività in realtà dipende soprattutto da uno schema respiratorio sbagliato in cui il diaframma è ipo-attivo.

Legame tra nervo vago e diaframma  

Ci sono 2 meccanismi che legano queste 2 strutture, uno diretto ed uno indiretto

  1. Meccanismo diretto:

Nell’articolo precedente, abbiamo visto che ad ogni

  • atto inspiratorio, il pilastro destro del diaframma, tramite un legamento (laccio di Allison), chiude lo Sfintere Esofageo Inferiore (SEI) tirandolo verso il basso
  • atto espiratorio, il pilastro destro si rilascia ed allenta il laccio di Allison; il SEI si detende

Questo meccanismo di trazione dinamica in realtà non coinvolge soltanto il SEI, ma ha anche un effetto di stretching dinamico sull’esofago. Come abbiamo visto qui sopra, attorno all’esofago si avvita il nervo vago quindi, trazionando in modo dinamico e ritmico l’esofago, il diaframma stimola il nervo vago.

  1. Meccanismo indiretto:

Nell’articolo Il dolore cervicale e lombare da stress, abbiamo visto che uno schema respiratorio toracico porta nel tempo alla compressione cervicale. Tale compressione porta ad un irrigidimento delle fasce cervicali che rivestono il nervo vago e quindi ad un rallentamento della sua funzionalità: la conduzione elettrica dalla periferia al Sistema Nervoso Centrale e vice versa.

Praticamente respirando ritmicamente e lentamente col diaframma

  • si liberano le fasce cervicali
  • si esegue automaticamente un esercizio di neuro dinamica, non su un nervo periferico qualsiasi (tipo il nervo sciatico), ma sul nervo principale che regola il 75% dell’attività neurovegetativa dell’organismo: il nervo vago

ECCEZIONALE!  

Nell’articolo precedente avevo accennato che, oltre allo stomaco, c’è un altro organo che nella mia casistica clinica ho sempre trovato spesso e volentieri in disfunzione: il fegato.

Questo sarà il tema del prossimo articolo:  Fegato e diaframma: il bomber detox e l’assistman  

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Un abbraccio

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