Il dolore cervicale e lombare da stress

Nell’articolo precedente, Lo stress e la respirazione sbagliata, abbiamo visto che lo stile di vita moderno ha tendenza a portare il Sistema Nervoso Autonomo (SNA), responsabile delle attività neurovegetative del corpo, ad una condizione di stress continuo: in termini tecnici si chiama iper-simpaticotonia.

Fisiologicamente la salute è basata su un equilibrio dinamico tra sistema simpatico (fight or fly – combatti o fuggi) e parasimpatico (rest and digest – riposa e digerisci); per rendere l’idea è come l’alternarsi del giorno e della notte. Questa condizione di iper-simpaticotonia continua impedisce al SNA di tornare agevolmente ad uno stato di rilassamento, ovvero di parasimpaticotonia, e quindi si instaurano disfunzioni a vari livelli.

La respirazione tipica di un SNA in iper-simpaticotonia è la respirazione di sopravvivenza, ovvero quella toracica.

In questo articolo ci occuperemo delle disfunzioni posturali a carico del tratto cervicale e lombare, principali motivi per i quali i pazienti si rivolgono all’osteopata.

Definizione di cervicalgia e lombalgia  

Solitamente quando vai dal medico di base e gli dici che ti fa male il collo o la schiena bassa, esci dall’ambulatorio con la cura e la diagnosi in mano: ti è stata diagnostica una cervicalgia o una lombalgia; in altre parole ti è stato ripetuto in termini medici che hai un dolore nel tratto cervicale (il collo) o nel tratto lombare (la schiena bassa).

Facciamo un po’ di chiarezza!

La colonna vertebrale è formata da vertebre (pezzi di ossa) disposte l’una sopra l’altra, unite da legamenti (corde rigide) che limitano i movimenti eccessivi tra una vertebra e l’altra, e muscoli (corde elastiche) che permettono alle vertebre di muoversi l’una rispetto all’altra.

Il motivo principale che causa una cervicalgia o una lombalgia è la compressione e/o mal posizionamento di una vertebra rispetto a quella adiacente.

A cosa si deve questa situazione? Sono principalmente 2 i motivi:

  1. iper-attività della muscolatura, per cui si formano delle contratture che accorciano e infiammano i ventri muscolari
  2. ipo-attività della muscolatura che, non essendo sollecitata, si accorcia e si fibrotizza

Questi blocchi articolari oltre a creare artrosi nel tempo, vanno a chiudere gli spazi in cui scorrono nervi e vasi, generando una serie di sintomi

  • dolori miofasciali locali o diferiti
  • cefalee muscolo tensive
  • vertigini su base miotensiva
  • sciatiche
  • stasi venosa e linfatica locale

Il ruolo dell’osteopata è quello di ripristinare i corretti rapporti articolari in modo da liberare nervi e vasi da ogni compressione.

Personalmente ho un approccio basato più sul lavoro fasciale che su quello articolare diretto (il classico thrust) perché, come ho spiegato prima, i blocchi articolari sono causati da una tensione del tessuto mio-fasciale. La durata del singolo trattamento sarà più lunga ma l’efficacia sarà sicuramente maggiore, più durevole e questo richiederà meno sedute per alleviare i sintomi.

Nonostante ciò, nella mia esperienza professionale ho realizzato che per certi sintomi, soprattutto cervicalgie e lombalgie, le recidive si ripresentano tassativamente nel tempo e sono direttamente legate allo stato di stress del paziente. Vediamo qual è il meccanismo…

Respirazione toracica e cervicalgia  

Nell’articolo precedente abbiamo visto che nella respirazione toracica vengono reclutati un gran numero di muscoli. Oltre ad avere un importante dispendio energetico, tutti questi muscoli che sono superficiali, hanno come ruolo primario la mobilità articolare e non quello di respirare in modo continuativo. Fisiologicamente dovrebbero essere usati come muscoli respiratori solo per brevi periodi di forte stress. Inoltre, nello svolgere il loro ruolo primario di mobilità articolare, questi muscoli si muovono singolarmente e sinergicamente; invece nella respirazione toracica si muovono in un blocco unico.

Durante la fase inspiratoria, la loro contrazione permette di espandere la parte alta del torace e quindi di riempire solo la parte alta dei polmoni che corrisponde a 1/3 della capacità totale. Per farlo hanno bisogno di punti fissi che sono

  • il tratto cervicale
  • le scapole

Quindi certi muscoli si contraggono tutti assieme in modo isometrico per fissare il tratto cervicale e le scapole

  • trapezio
  • sterno-cleido-occipito-mastoideo
  • pettorale
  • gran dorsale
  • elevatore della scapola
  • romboidi

Mentre gli altri, facendo fulcro sul tratto cervicale e sulle scapole si contraggono tutti assieme in modo isotonico per alzare le coste

  • scaleni
  • piccolo pettorale
  • gran dentato

È abbastanza evidente come tutto questo lavoro ripetuto per quasi tutto il tempo ad un ritmo elevato (la respirazione toracica è superficiale e veloce) crei spasmi e infiammazione da iper-lavoro di tale muscolatura, con conseguente compressione delle vertebre cervicali e la classica postura con le spalle alte e collo incassato.  

Respirazione toracica e lombalgia  

Diversamente della cervicalgia, la lombalgia avviene principalmente per ipo-attività del muscolo diaframma. Fisiologicamente ad ogni atto inspiratorio, il diaframma

  • si abbassa spingendo sulla massa viscerale addominale, di conseguenza ad occhio nudo si vede la pancia che si gonfia
  • porta anteriormente e lateralmente tutto l’arco costale
  • alza e porta posteriormente le ultime 2 coste fluttuanti

Nella lombalgia quello che ci interessa sono proprio le ultime 2 coste fluttuanti, in particolare l’ultima: la dodicesima costa. Essa si inserisce sulla dodicesima vertebra toracica, delimitando il passaggio dorso-lombare; circa al livello dei reni per intenderci.

In caso di ipo-attività del muscolo diaframma, la dodicesima costa avrà tendenza a rimanere in posizione di espirazione, quindi abbassata, e in quella posizione tutto il comparto mio-fasciale si fibrotizza.

Una colonna vertebrale è meccanicamente funzionale quando ogni livello contribuisce all’esecuzione del movimento dinamico globale. I livelli rigidi e in compressione costringono i livelli adiacenti, per compensazione, a lavorare eccessivamente ed in modo errato. Questa disfunzione meccanica altera la postura del bacino ed è una delle concause delle note protusioni ed ernie nel tratto lombare basso.

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Penso che ora sia abbastanza chiaro che il motivo delle recidive di cervicalgie e lombalgie sia principalmente un errato schema respiratorio ripetuto nel tempo: si respira troppo col torace e non abbastanza col diaframma.

Lo stile di vita stressante non aiuta sicuramente, anzi ne è la causa; rimangono quindi 2 strategie da adottare

  • o faccio una vita meno stressante scappando su un’isola deserta
  • o mi esercito in modo da automatizzare uno schema respiratorio diaframmatico, ritmico ed armonico che mi permette di mantenere il mio SNA sempre in equilibrio, anche sotto stress

Chiaramente la prima ipotesi è difficilmente realizzabile, rimane per forza di cose la seconda. Impegnarsi in un programma di rieducazione respiratoria richiede certo un po’ di sforzo, ma i tanti benefici ripagheranno largamente l’impegno.

Il metodo Ritm-U®, che ho codificato, ti permette in modo veloce e semplice, di riacquistare la consapevolezza del tuo diaframma e di potenziarlo come qualsiasi altro muscolo del tuo corpo.

Per i pazienti cronici, una fase iniziale di rilassamento della muscolatura contratta e fibrotica, di mobilizzazione articolare della gabbia toracica e della colonna vertebrale, attraverso sedute di osteopatia o altre terapie, aiuta sicuramente ad incominciare più agevolmente il percorso di miglioramento del proprio schema respiratorio.

Una cosa è sicura: una volta automatizzato il nuovo schema respiratorio diaframmatico, cervicalgie e lombalgie croniche saranno un vecchio ricordo!

Nel prossimo articolo, ll ruolo del diaframma nel reflusso gastro-esofageo , affronterò il tema del reflusso gastro-esofageo causato da una ipo-attività del muscolo diaframma.    

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Un abbraccio

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