Nell’articolo precedente, Meridiani energetici: rete fasciale di scarico bio-elettric, abbiamo visto che i meridiani energetici della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) corrispondono nella Somato-Psico-Tronica (SPT) ad una rete fasciale di scarico bio-elettrico del corpo. La ‘macchina Uomo’ in particolare, per via della Mente (corteccia prefrontale del cervello), produce quantità enormi di correnti bio-elettriche, senza purtroppo scaricarle a sufficienza; le cause principali sono l’eccessivo stress, la sedentarietà della vita moderna e lo scarso contatto con la natura.

Il ristagno di energia bio-elettrica nella fascia porta ad un accumulo di cariche elettrostatiche, quindi un indurimento di quest’ultima con tutte le conseguenze che ne derivano:

  • blocchi strutturali
  • cattivo drenaggio
  • cattivo nutrimento
  • cattiva conduzione elettrica

Questo è il motivo per il quale la MTC dice che quando il Qi ristagna si hanno disfunzione prima e malattia poi. I meridiani energetici non fungono solo da scarico bio-elettrico, ma sono anche responsabili della comunicazione extra-somatica, cioè dell’interazione tra il corpo e l’ambiente esterno. Vediamo in che modo!

Informazioni in entrata  

Come abbiamo visto nell’articolo Il sistema nervoso: un potente circuito bio-elettronico, esiste un fenomeno fisiologico grazie al quale l’energia bio-elettromagnetica viene convertita dall’organismo, a costo zero, in energia bio-elettrica: l’induzione elettromagnetica.

Praticamente l’informazione veicolata nell’ambiente, attraverso un campo bio-elettromagnetico, continua il suo viaggio all’interno del corpo biologico attraverso un campo bio-elettrico. È lo stesso meccanismo di funzionamento delle telecomunicazioni.

Vari studi scientifici confermano che esiste un’interazione tra le macchine organiche ed i campi elettromagnetici presenti nell’ambiente, ma ancora non è chiaro il meccanismo fisiologico di tale fenomeno. I taoisti, migliaia di anni fa, spiegavano empiricamente queste dinamiche con i concetti di Qi e di meridiani energetici.

Nell’articolo precedente abbiamo visto che la SPT considera

  • il Qi intrasomatico come campi bio-elettrici
  • i meridiani energetici come una rete fasciale che veicola flussi di cariche bio-elettriche

Inoltre studi scientifici hanno dimostrato che la resistenza elettrica della pelle è inferiore lì dove sono presenti i punti superficiali dei meridiani energetici.

Sommando tutti i questi dati, viene spontaneo pensare che l’induzione elettromagnetica avvenga selettivamente nella rete fasciale, secondo una mappa codificata già migliaia di anni fa dalla MTC. Per la nostra scienza, gli impulsi bio-elettrici nascono soltanto a livello del corpo cellulare del neurone; per la SPT invece, che si appoggia alla teoria millenaria della MTC, i campi bio-elettromagnetici presenti nell’ambiente esterno, attraverso l’induzione elettromagnetica, promuovono la generazione di campi bio-elettrici nella rete fasciale. Il punto di convergenza finale è comunque lo stesso: lo spazio extracellulare in cui avvengono le reazioni elettrochimiche cellulari.  

Secondo la SPT l’attività elettrochimica cellulare è regolata dalla sommatoria di campi bio-elettrici

  • endogeni, che nascono principalmente a livello del sistema nervoso centrale
  • esogeni, che nascono nella rete fasciale, attraverso l’induzione elettromagnetica

Questa visione, che tra l’altro è in accordo con l’epigenetica, è molto interessante perché ci fa capire quanto l’ambiente esterno influisca sull’attività elettro-chimica cellulare delle macchine organiche.

Informazioni in uscita  

Esiste un altro fenomeno fisiologico opposto: le correnti bio-elettriche intrasomatiche generano automaticamente nell’ambiente campi bio-elettromagnetici (legge di Maxwell): la magnetoencefalografia, per esempio, sfrutta questi principi. Le correnti bio-elettriche sono chiaramente di bassissima intensità e cominciano ad essere apprezzabili lì dove l’attività bio-elettrica è notevole:

  • cervello
  • midollo spinale
  • plessi nervosi
  • gangli nervosi

È interessante notare che i famosi Chakras sono situati proprio lungo l’asse nervoso, dove c’è la massima attività bio-elettrica

  • 1° Chakra: plesso coccigeo
  • 2° Chakra: plesso sacrale
  • 3° Chakra: ganglio celiaco
  • 4° Chakra: plesso cardiaco
  • 5° Chakra: plesso cervicale
  • 6° Chakra: corteccia prefrontale del cervello
  • 7° Chakra: cervello

La SPT suppone che in queste zone ad alta attività bio-elettrica, i campi bio-elettrici generano campi bio-elettromagnetici che si dissipano nell’ambiente esterno.  

N.B.: la SPT sfrutta la teoria dei Chakras anche se non fanno parte della MTC; chiaramente esistono punti simili ma sono poco conosciuti a noi occidentali. Quindi per maggior facilità di divulgazione si parlerà di Chakras.

La legge di Attrazione  

Se uniamo i primi 2 capitoli, emergono considerazioni molto interessanti

1. Ogni macchina organica, soprattutto quelle dotate di un sistema nervoso e in particolare la ‘macchina Uomo’, emana nell’ambiente segnali bio-elettromagnetici, risultato dell’attività bio-elettrica intrasomatica complessiva: quello che comunemente chiamiamo “aura”. Inoltre l’attività elettrochimica cellulare della macchina organica è anch’essa condizionata dai campi bio-elettromagnetici presenti nell’ambiente esterno. È intuibile dire che tutti gli esseri viventi che popolano il pianeta Terra sono interconnessi e il benessere psico-fisico dell’individuo singolo non può prescindere dal benessere psico-fisico del prossimo e dell’equilibrio elettromagnetico del pianeta Terra.

2. La capacità di captare le informazioni dall’ambiente esterno attraverso l’induzione elettromagnetica dipende dalla qualità tissutale della rete fasciale

  • una rete fasciale aperta permette di essere in connessione col proprio ambiente, motivo per il quale i taoisti fanno tanti esercizi di respirazione diaframmatica e di movimenti fisici, appunto per mantenere la struttura della rete fasciale più morbida ed elastica possibile
  • una rete fasciale chiusa sconnette il corpo col proprio ambiente portando l’individuo a vivere prevalentemente nel mondo mentale quindi virtuale: chi ha una rete fasciale chiusa giudica il mondo esterno e più in generale la vita, senza capirne il senso

3. Nel gergo comune si parla tanto di vibrazione: si dice spesso che un luogo o una persona ci fanno “vibrare”. Tradotto in termini più fisici, ciò significa che le frequenze dell’attività bio-elettrica complessiva di un soggetto sono in risonanza con quelle di un altro soggetto o con quelle dei campi elettromagnetici presenti nell’ambiente circostante. Come abbiamo visto prima, l’attività elettrochimica cellulare è condizionata da campi bio-elettrici endogeni ed esogeni presenti nello spazio extracellulare. C’è una tendenza fisiologica dell’organismo a ricercare nell’ambiente campi elettromagnetici in risonanza con la propria attività bio-elettrica, in modo da non creare conflitto tra i campi bio-elettrici endogeni ed esogeni: questa è la famosa legge di Attrazione. L’organismo bio-elettronico si muove nell’ambiente alla ricerca di campi elettromagnetici in risonanza con la propria attività bio-elettrica endogena: si tratta di un meccanismo fisiologico inconscio ed automatico. Nel caso la macchina organica fosse costretta a rimanere in un ambiente dissonante col proprio stato bio-elettrico endogeno, allora l’attività elettrochimica complessiva risulterebbe alterata o disfunzionante. Per questo motivo la vita stressante della grande città, in dissonanza con i ritmi biologici, crea malessere: è l’espressione di uno squilibrio dello stato bio-elettrico dell’organismo.  

Quest’articolo è l’ultimo della “serie ostica” dove i concetti sono molto teorici e di non facile comprensione per tutti; li ho ritenuti tuttavia necessari in quanto il mio obiettivo è quello di interpretare in modo moderno, con principi bio-fisici, l’antica scienza taoista.

I prossimi articoli saranno alla portata di tutti e soprattutto affronteranno concetti meno teorici e più pratici; voglio ricordare che la SPT è innanzitutto e soprattutto pratica e ancora pratica!    

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