Di primo acchito il titolo di questo articolo sembra molto impegnativo… non ti preoccupare, in realtà il concetto è abbastanza semplice.

Negli articoli precedenti ho spesso scritto che il nostro modello occidentale ha un grosso limite: si studia l’essere umano scindendo la Mente dal Corpo come se fossero due materie separate. A tal proposito però ci sono alcune discipline fuori dal coro, come per esempio l’Osteopatia che, pur seguendo un rigoroso approccio scientifico, affronta lo studio dell’essere umano nella sua completezza Mente-Corpo. Ho anche scritto che l’essenza dell’Osteopatia sta nei suoi principi filosofici, principi molto affini a quelli della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che derivano dalla scienza/filosofia millenaria taoista.

Sia l’Osteopatia sia la MTC sono due discipline molto valide nel miglioramento dello stato di salute psico-fisico dell’essere umano, ma presentano entrambe dei punti deboli, vediamo quali.

Osteopatia, una disciplina molto promettente ma ancora giovane  

N.B.: nell’articolo Osteopatia, la cuginetta americana della Medicina Tradizionale Cinese, ho spiegato le origini e la filosofia dell’Osteopatia; ti consiglio di leggerlo per meglio comprendere gli argomenti a seguire.

L’Osteopatia ha due grosse lacune

  • si pone l’obiettivo di curare gran parte delle malattie (non solo quelle osteoarticolari) liberando meccanicamente le ostruzioni di nervi e vasi, cioè attraverso il lavoro fasciale e le manipolazioni strutturali
  • non prevede un lavoro attivo da parte del paziente

1) Si pone l’obiettivo di curare gran parte delle malattie (non solo quelle osteoarticolari) liberando meccanicamente le ostruzioni di nervi e vasi, cioè attraverso il lavoro fasciale e le manipolazioni strutturali.

Ci sono due citazioni tratte dal libro autobiografico di A.T. Still (padre dell’Osteopatia) che rendono l’idea:

Conoscete il percorso di un’arteria, di un nervo e di una vena e prima di togliere le mani dal paziente dovreste essere sicuri di aver tolto ogni ostruzione al nervo, alla vena e all’arteria che dà forza e nutrimento al punto carente.”

  “Chi volesse risolvere con successo il problema di malattie o deformità di ogni genere in tutti i casi senza eccezione, troverebbe una o più ostruzioni in alcune arterie o vene.”

In teoria è verissimo: se riesco a mantenere elastico tutto il percorso fasciale che avvolge il sistema nervoso e l’apparato circolatorio, sicuramente la macchina organica funzionerà al meglio. In pratica invece, secondo me, è impossibile perché l’unico mezzo di lavoro che ha l’osteopata per farlo sono le mie mani e meccanicamente si può agire solo in superficie.

La mia idea è che A.T. Still riusciva ad ottenere ottimi risultati nel curare malattie di vario genere (soprattutto quelle stagionali) non soltanto perché manipolava la struttura ma anche perché usava tecniche pranoterapeutiche: Still era un magnetic healer (pranoterapeuta) prima di codificare l’Osteopatia. La pranoterapia agisce sui tessuti, in particolare sul sistema nervoso, attraverso l’induzione elettromagnetica. Affronterò in modo approfondito questo argomento in un prossimo articolo.

2) L’Osteopatia tratta il paziente solo quando è in disfunzione e non prevede un programma di lavoro attivo che segua la filosofia osteopatica. Questo punto è molto importante perché gli schemi funzionali (a livello respiratorio, posturale, alimentare, comportamentale…), quando sono alterati, determinano nel tempo prima la disfunzione e poi la malattia. Il lavoro personale di consapevolezza da un punto di vista sia fisico sia mentale è fondamentale nella ricerca e/o nel mantenimento dell’equilibrio psico-fisico.

Queste due lacune presenti nella medicina osteopatica sono invece i punti di forza della MTC:

  • il lavoro in superficie sui meridiani energetici ha un effetto sistemico su tutto l’organismo prima a livello energetico e di conseguenza anche a livello strutturale: lo spiegherò nei prossimi articoli
  • il paziente è sensibilizzato ad essere protagonista nella cura della propria salute con esercizi fisici basati sulla respirazione diaframmatica (Qi Gong) e mentali (meditazione), ma anche attraverso un’attenta ed equilibrata alimentazione.

Tali lacune sono accettabili perché l’Osteopatia è una disciplina relativamente giovane e con un grande margine di crescita; l’unica imposizione che aveva dettato A.T. Still era quella di rispettare i principi filosofici che ne sono l’essenza.

Ho fatto questa scoperta più di 24 anni fa. La sua applicazione può venire compresa in maniera più completa oggi, ma la filosofia è sempre la stessa”

La MTC, una disciplina completa ma poco capita

Come abbia fatto la MTC, che esiste da più di 4000 anni, a capire così profondamente la ‘macchina Uomo’ rimane per me un mistero. A mio avviso studiare la MTC e soprattutto praticarla fisicamente (sia su di me, sia sui pazienti) attraverso il Qi Gong, è davvero affascinante.

Ho capito la MTC più praticando Qi Gong che studiandola sui libri e secondo me è questa la chiave per comprenderla veramente. Più che assimilare razionalmente concetti teorici è importante percepire fisicamente il fluire dell’energia nel proprio corpo e in quello del paziente: l’energia si può manifestare in vari modi: scariche elettriche, flussi di caldo/freddo, scariche emotive, sensazioni extrasensoriali…

In Occidente solitamente, chi si avvicina a queste discipline “esotiche”, lo fa con un approccio New age che, cioè in modo prettamente mentale. Questo approccio razionale non permette di capire la vera essenza di queste discipline che sono basate essenzialmente su sensazioni corporee.

Quasi tutti mi fanno la solita domanda: “che libro posso leggere per capire la filosofia taoista?”

La mi risposta è sempre la stessa: “vivere consapevolmente!”

Nell’articolo Taoismo, più scienza che filosofia , ho spiegato che la MTC è pragmatica e segue un rigore scientifico empirico, chiaramente parliamo di una scienza di circa 4000 anni fa, quindi con terminologie obsolete che oggigiorno fanno anche sorridere gli scienziati. Il linguaggio sarà superato ma i concetti, basati su uno studio approfondito della leggi della Natura, sono tutt’ora validi.

Riassumendo, la MTC, nonostante sia una disciplina completa ed efficace, viene purtroppo applicata marginalmente ed in modo incompleto per via

  • di una differenza culturale importante tra Occidente ed Oriente, per cui l’occidentale è troppo mentale e fa fatica a studiare attraverso il Corpo
  • dell’utilizzo da parte della MTC di un linguaggio simbolico, obsoleto per la nostra epoca in cui la scienza ha fatto progressi enormi. La scienza moderna riesce a spiegare fenomeni che una volta erano considerati interventi divini o di natura esoterica

L’Osteopatia invece è molto più recente, poiché è nata nel XIX secolo, periodo chiave per la scienza che scopriva l’elettricità e l’elettromagnetismo. Pur mantenendo le sue radici vitalistiche (questo almeno era il desiderio del suo fondatore), l’Osteopatia si sviluppa quindi di pari passo con il progresso scientifico e tecnologico, ed è proprio questo il suo punto di forza.

La Somato-Psico-Tronica®  

Dato che l’Osteopatia e la MTC condividono gli stessi principi filosofici, potrebbero benissimo unirsi colmando così le proprie lacune:

  • all’Osteopatia si aggiungerebbero tecniche di MTC grazie alle quali, lavorando sulla superficie del corpo (punti fasciali particolari:i meridiani energetici), si otterrebbero risultati molto interessanti sia come diagnosi sia come trattamento. Si potrebbero inoltre codificare lavori attivi da parte del paziente in linea con i principi filosofici osteopatici
  • nella MTC si potrebbe in parte sostituire il linguaggio simbolico obsoleto con uno più moderno e scientifico in affinità con la nostra cultura occidentale

L’unione di queste due discipline abbinata ai concetti di Fisica quantistica per quanto riguarda l’elettromagnetismo, mi ha permesso di codificare una nuova disciplina che ho chiamato:

Somato-Psico-Tronica® (SPT)

L’obiettivo di questa disciplina è quello di potenziare l’essere umano a 360 gradi.

Si lavora in modo pratico sulla connessione Corpo (Somato)-Mente (Psico), attraverso la regolazione del sistema nervoso, che praticamente è un circuito bio-elettronico (Tronica).

La SPT richiede un percorso attivo da parte dell’utente: il focus primario è il pieno controllo del muscolo diaframma, vero e proprio motore della ‘macchina Uomo’.

La SPT prevede 3 steps:

1) Il primo step consiste, grazie alla App Ritm-U®, nel prendere confidenza col proprio diaframma e di allenarlo gradualmente come qualsiasi altro muscolo del corpo in modo da averne il pieno controllo. I benefici sono tanti e sotto vari aspetti

  • benessere psico-fisico
  • lucidità mentale
  • maggior vitalità
  • miglior gestione dello stress
  • miglior digestione
  • normalizzazione della frequenza cardiaca
  • potenziamento del sistema immunitario

2) Il secondo step consiste nell’automatizzare la respirazione diaframmatica, ritmica ed armonica (imparata con la App Ritm-U® in statica) nella vita quotidiana in qualsiasi situazione, soprattutto in dinamica.

3) Il terzo step consiste nell’imparare una serie di esercizi fisici ispirati a quelli del Qi Gong, tali esercizi sono abbinati alla respirazione diaframmatica del metodo Ritm-U®. Inoltre vengono insegnate tecniche di automassaggio.

Poiché noi occidentali dobbiamo capire prima mentalmente, nei prossimi articoli ti spiegherò passo per passo tutta la teoria che sta dietro la SPT.

Nel prossimo articolo, il sistema nervoso: un potente circuito bio-elettronico, parlerò di elettromagnetismo e di sistema nervoso.

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Un abbraccio

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