3 Trucchetti per gestire la Mente

In questo articolo ti propongo 3 trucchetti, in ordine decrescente di difficoltà, che possono aiutarti a gestire meglio il tuo super computer biologico: la Mente!

1) Aggiornare gli schemi mentali

Ci sono due tipi di schema mentale:

  • quello primario: acquisito nei primi anni di vita, su cui è difficile lavorare perché diventa una credenza, dal momento che il neonato non ha capacità critica e assorbe ogni informazione come realtà
  • quello secondario: acquisito in età adulta con un comportamento ripetitivo che poi diventa un automatismo, su cui è invece più semplice lavorare. È sicuramente più efficace cominciare a lavorare sulle cose più semplici: in generale se un lavoro è troppo impegnativo, alle prime difficoltà uno si demoralizza e finisce per rinunciarci…. L’importante è non fare un passo più lungo della gambe, come dice Lao Tzu “ogni lungo viaggio comincia con un primo passo.”

Schema mentale primario

È acquisito nei primi anni di vita perciò è difficile modificarlo: praticamente diventa una credenza, dal momento che il neonato non ha capacità critica e assorbe ogni informazione come realtà.

Faccio un esempio: se da piccolo un bambino maschio riceve ripetutamente dai genitori l’informazione “il maschio ha sempre ragione”, egli struttura nel suo cervello tale informazione come realtà. Per tutta la sua vita, inconsciamente, sceglierà delle esperienze nelle quali si metterà nella condizione di avere “sempre ragione”: per esempio sceglierà una compagna che gli darà sempre ragione e se ciò non dovesse accadere andrà in tilt perché cozza col suo schema mentale primario. In altre parole, una persona sceglie inconsciamente di fare delle esperienze di vita in un range delimitato dagli schemi mentali inculcati nei primi anni di vita.

Se invece uno schema mentale è stato trasmesso con un rifiuto, la Mente elabora le informazioni con lo schema mentale switchato (invertito).

Se ci Pensi: un cane o un gatto, come qualsiasi altro animale privo di Mente, che sia nato in Africa, in Asia o in Europa avrà lo stesso atteggiamento. Invece l’essere umano, in base alla propria cultura di base ha dei comportamenti molto diversi che possono condizionare addirittura la propria biologia.

Ripulire le credenze di base è praticamente impossibile, al limite si possono smussare.  

Schema mentale secondario

È acquisito in età adulta con un comportamento ripetitivo che poi nel tempo diventa un automatismo, perciò è più facile da modificare.

È sicuramente più efficace cominciare a lavorare sulle cose più semplici: in generale se un lavoro è troppo impegnativo, alle prime difficoltà uno si demoralizza e finisce per rinunciarci…. L’importante è non fare un passo più lungo della gambe, come dice Lao Tzu “ogni lungo viaggio comincia con un primo passo.”

Lo schema mentale secondario ha un punto debole: ha costantemente bisogno di essere mantenuto vivo attraverso la ripetizione dell’esperienza. Per rendere meglio l’idea, ha bisogno di essere nutrito e il modo migliore per sedarlo o eliminarlo è tenerlo a digiuno.

Faccio un esempio personale di schema mentale secondario.

Prima del Cammino di Santiago avevo una modalità di risveglio particolare: mi alzavo un’ora dopo il suono della sveglia, facendola risuonare ogni 10 min per l’intera ora; pensavo non ci fosse altro modo e invece mi sono ricreduto. Negli ostelli dove si dormiva in tanti nella stessa stanza, per non svegliare gli altri pellegrini ho dovuto “farmi violenza” e costringermi a svegliarmi subito. Il risultato finale è che, da allora, non appena suona la sveglia, mi alzo immediatamente e senza problemi!  

Un lavoro che si può fare per ripulire gli schemi mentali secondari condizionanti è fare esperienze diverse dalla solita routine quotidiana. Più l’esperienza è distante dallo schema mentale da cambiare meglio è; proprio per questo il viaggiare è un ottimo mezzo per sciogliere tutte le sovrastrutture vecchie e riscoprirsi più profondamente.

2) L’importanza di fare attività fisica

Per l’osteopata è importante nella valutazione del paziente l’ascolto del cranio: attraverso la densità e la mobilità dei tessuti si può percepire, in parte, la qualità dell’attività cerebrale del paziente e se è in armonia col resto del corpo.

Dopo tanti anni di esperienza, è stato per me interessante notare la differenza tra paziente sedentari e pazienti che praticano una regolare attività fisica, soprattutto se aerobica.

  • I pazienti sedentari presentano tendenzialmente un tono tissutale non armonico tra cranio e resto del corpo: l’attività cerebrale risulta eccessiva rispetto a quella degli altri tessuti del corpo
  • i pazienti che svolgono una regolare attività motoria aerobica invece presentano un’armonia tissutale globale, sinonimo di equilibrio psico-fisico

La Mente, essendo una grande consumatrice di energia, per svolgere il suo lavoro ha bisogno che il Corpo sia fermo. Se metto il Corpo in movimento, l’organismo toglie energia alla Mente per permettere al Corpo di svolgere l’attività fisica.

Qualsiasi attività fisica va bene, ma personalmente ritengo che quella più adatta per l’essere umano sia la camminata/corsa lenta. In effetti l’apparato locomotore umano è programmata biologicamente per percorrere lunghe distanze e la camminata/corsa lenta è l’attività fisica che rispecchia di più questa natura.

3) Riequilibio del sistema nervoso attraverso la respirazione diaframmatica

La corteccia prefrontale gestisce l’attività mentale conscia, in realtà questo avviene sotto il controllo del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) che regola tutta l’attività neurovegetative dell’organismo. Se il SNA è alterato lo sarà di conseguenza anche la funzionalità della corteccia prefrontale: per esempio una persona sotto attacco di panico, quindi con un forte disequilibrio neurovegetativo, difficilmente riuscirà a risolvere un problema di matematica anche semplice.

Questo è il motivo per il quale la Mente è ingestibile, perché dipende indirettamente dal SNA e nella vita moderna, per colpa dei ritmi altamente stressanti, il SNA è spesso e volentieri in disequilibrio. In effetti non a caso il numero di disturbi quali ansia e depressione nelle società moderne è in forte aumento, anche tra i giovani.  

Da questa considerazione insorge la necessità di fare un lavoro di riequilibrio sul SNA, in che modo?  

Purtroppo la nostra scienza non attribuisce il giusto valore al discorso respirazione, cosa che invece è stata fatta migliaia di anni fa in Oriente dove si era capito quanto la respirazione fosse importante per il benessere psico-fisico dell’essere umano.

Di respirazione parlerò in modo molto approfondito più avanti in altri articoli, per ora voglio focalizzarmi solo sul ruolo che essa ha per la Mente.  

Ci sono due modalità principali di schema respiratorio:

  • respirazione toracica
  • respirazione diaframmatica

In situazione di normalità lo schema respiratorio più economico a livello di dispendio energetico per il corpo è quello diaframmatico. Pensa, con la sola contrazione del muscolo diaframma si espande tutta la parte inferiore del torace permettendo in questo modo un’ottima ossigenazione di tutto l’organismo. L’unico punto debole di questo schema respiratorio è la lentezza, il diaframma è un muscolo molto potente ma ha bisogno dei suoi tempi di contrazione e rilasciamento.  

In situazione di stress fisico e/o emotivo, invece, l’organismo ha bisogno di un ricambio ossigeno/anidride carbonica veloce, non può aspettare i tempi lenti del diaframma per cui subentra la respirazione toracica. Tale respirazione, pur avendo il vantaggio di essere immediata e veloce, presenta diversi svantaggi:

  • coinvolge soltanto la parte superiore del torace (1/3 dei polmoni), quindi ossigena parzialmente l’organismo
  • recluta tanti muscoli, quindi ha un grosso dispendio energetico
  • porta il SNA in modalità di simpaticotonia ovvero di stress e sopravvivenza

Tuttavia, essendo uno schema respiratorio di emergenza, madre Natura ha fatto in modo che fosse funzionale per la durata della situazione di stress.

Qual è il problema?  

Nella stressante vita moderna, per automatizzazione, l’essere umano ha la tendenza a respirare col torace anche in situazione di non emergenza. Con tutte le premesse scritte qui sopra puoi capire che il SNA è prevalentemente in simpaticotonia e manda quindi alla Mente messaggi legati alla sopravvivenza.

Uno può avere tutti soldi di questo mondo, ma se da dentro c’è la paura di non sopravvivere, allora sprecherà le sue energie a cercare di avere sempre di più per mettersi in salvo!  

Qual è la soluzione?  

Inibire il Sistema Nervoso Simpatico e stimolare il Sistema Nervoso Parasimpatico, quindi riportare il sistema nervoso in equilibrio. Lo si fa riprendendo confidenza col proprio muscolo diaframma, automatizzando uno schema respiratorio diaframmatico,ritmico ed armonico.

Questo è proprio l’obiettivo principale del metodo Ritm-U®.  

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Un abbraccio

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