Il tuo Corpo ti parla… ascoltalo!

Nell’articolo precedente ,L’interconnessione Mente-Corpo, abbiamo visto che la peculiarità dell’organismo umano rispetto agli altri esseri viventi è quella di possedere la Mente. L’essere umano, tuttavia, riesce a esprimere la sua essenza solo nell’unione tra Mente e Corpo. Il problema è che:

  • la Mente è talmente potente e veloce da essere ingestibile
  • il Corpo, essendo una macchina organica pre-programmata, funziona secondo proprie regole

Voglio rassicurarti, la situazione non è così drammatica, c’è sempre una soluzione a tutto. In questo articolo spiegherò il principio base del linguaggio del Corpo in modo che anche tu, nel tuo percorso di consapevolezza, possa cominciare a prendere confidenza col tuo Corpo.

Comunicazione Corpo-Mente  

È vero che il Corpo funziona seguendo proprie regole però, in realtà, se focalizzi la tua attenzione dentro di te, ti puoi rendere conto che il tuo Corpo manda in continuazione segnali alla tua Mente. A mio avviso, è importante predisporsi il più possibile in condizione di auto-ascolto, attraverso la meditazione per esempio, in modo da capire le esigenze del proprio Corpo e quindi conoscersi.

In generale, il Corpo comunica con la Mente attraverso sensazioni

  • piacevoli, sinonimo che negli ingranaggi interni va tutto bene oppure che l’esperienza che sta vivendo gli piace
  • o spiacevoli, attraverso i sintomi, sinonimo che negli ingranaggi interni qualcosa non va oppure che l’esperienza che sta vivendo non gli piace

Di solito i pazienti si rivolgono agli specialisti della salute con l’obiettivo di alleviare, o meglio ancora togliere definitivamente, il sintomo in modo da proseguire indisturbati la routine quotidiana.

Non tutto il male viene per nuocere

Nel mio piccolo per anni ho cercato di accontentare i miei pazienti, di solito con buoni risultati, a volte, però, anche con scarsi risultati; sono stati proprio questi fallimenti che mi hanno spinto oltre i miei limiti per approfondire sempre di più la ricerca sul funzionamento della ‘macchina Uomo’.

Quello che non capivo era perché quasi sempre, dopo un certo periodo, una volta migliorati i sintomi, essi si ripresentavano, come se facessero parte di quel paziente, delle sue abitudini, del suo atteggiamento verso la vita, etc… In effetti è proprio così: il paziente solitamente, una volta alleviato il suo sintomo, riprende a seguire i suoi schemi di vita abituali (a livello motorio, alimentare, posturale, comportamentale…).

Ma come fa il Corpo, che è pre-programmato, ad avvisare la Mente che quegli schemi quotidiani sono dissonanti col proprio modo di essere?

Col sintomo!

Ed è una benedizione, perché senza quello, la Mente sarebbe totalmente scollegata dal Corpo e non capiremmo quando sbagliamo strada.

Il Corpo quando qualcosa non funziona bene nei suoi ingranaggi interni oppure quando è a disaggio per qualsiasi motivo, manda alla Mente un segnale di aiuto che è il sintomo; inibirlo corrisponde a snobbare questa richiesta e proseguire come se niente fosse. In questo modo si attua un circolo vizioso di malessere psico-fisico che cronicizzandosi diventa disfunzione e poi degenera nel tempo in malattia.

Faccio un esempio semplice: mi si accende la spia dell’auto, cosa faccio?

  • vado dal meccanico per capire perché si è accesa la spia
  • o tolgo il fusibile della spia perché quella spia accesa sul cruscotto mi dà fastidio?

La risposta sembra scontata, ma come mai noi, Homo sapiens sapiens, preferiamo togliere il fusibile???

Non è tutto oro quel che luccica

Penso che questo atteggiamento superficiale sia dovuto al solito discorso: la nostra cultura occidentale ha scisso la Mente dal Corpo, per cui il Corpo deve obbedire alle richieste della Mente e se non lo fa viene riempito di prodotti chimici fino a soddisfare appunto tali richieste.

Per me il vero problema è che in effetti, apparentemente, quest’approccio funziona e logicamente ha sovrastato qualsiasi altro modello culturale: ne spiegherò il motivo in articoli futuri, dopo aver parlato di elettromagnetismo in biologia.

Indubbiamente nell’era moderna

  • si vive più a lungo
  • grazie ai farmaci si curano tante malattie che una volta erano letali
  • si vive nel benessere fisico (specifico fisico e non psico-fisico)

Dico che ciò è un problema semplicemente perché, nonostante tutto questo benessere fisico, l’uomo è sempre infelice e non sta affatto bene… Lo dimostra il fatto che nel nuovo millennio c’è un aumento esponenziale di disfunzioni mentali, quali ansia e depressione, anche tra i giovani.

Il benessere psico-fisico passa dall’ascolto

Voglio ricordare che l’essere umano raggiunge la sua essenza e quindi la sua felicità nell’unione tra Mente e Corpo e che quest’unione comincia con l’ascolto, non con l’inibizione. Questo è il motivo per il quale è fondamentale, prima di inibire un sintomo, capire perché c’è e che cosa il Corpo vuole comunicare alla Mente.  

Grazie all’osteopatia, allo studio della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e soprattutto all’attento ascolto del Corpo e della Mente dei miei pazienti, ho capito che un trattamento serio non consiste solo nel togliere o alleviare il sintomo, ma soprattutto nel sensibilizzare e guidare il paziente verso l’ascolto del proprio Corpo.

Per questo motivo è importante per me  diffondere il metodo Ritm-U®: è una tecnica di respirazione consapevole che ti mette nella condizione di ascoltare profondamente il tuo Corpo e soprattutto di automatizzare uno schema respiratorio diaframmatico, ritmico ed armonico che, secondo me, è alla base del benessere psico-fisico e del percorso di consapevolezza.  

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Un abbraccio

Articolo successivo: 3 trucchetti per gestire la Mente

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